ACCENDIAMO LA TERZA CANDELA DELLA SPERANZA
Oggi è il giorno della gioia perché il Natale si avvicina. Accendendo la terza candela dell’Avvento sentiamo il calore e la luce della fiamma che riscalda anche il nostro cuore. Le voci dei profeti ci annunciano che presto il Signore verrà a fare festa con noi: allora prepariamoci, scacciando la tristezza e, come brilla la luce di queste candele, così anche sui nostri volti possa brillare la gioia e la speranza.
Il più piccolo della famiglia accende la terza candela e lo mette fuori della porta di casa. Poi uno dei genitori o un’altra persona della famiglia recita la preghiera:
Luce di speranza,
resta accesa fuori dalla nostra porta,
accogli quanti entrano e quanti escono.
Riscalda, illumina e rendi bella la nostra casa
nella speranza che Gesù possa venire presto a visitarci.
A questo punto si può cantare questo inno o un altro canto adatto
Si accende una luce all’uomo quaggiù,
presto verrà tra noi Gesù,
annuncia il profeta la novità:
il re Messia ci salverà.
Rit. Lieti cantate gloria al Signor: Nascerà il Redentor!
se volete per ascoltarlo e impararlo lo trovate qui:
Poi ci si siede tutti in un luogo tranquillo della casa; lì un genitore o un altro membro della famiglia apre il Vangelo e dice:
Ascoltiamo ora il Vangelo di Gesù: una parola di gioia e di speranza per tutti noi!
Dal vangelo secondo Marco (adattato da Gv 1,6-8.19-28)
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni quando lo interrogarono: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Al termine della lettura il lettore dice:
Acclamiamo alla Parola del Signore!
Tutti rispondono dicendo:
Gesù, tu sei la luce! Gesù, tu sei la Pace! Gesù, tu sei la gioia!
Un segno di gioia: i bambini e ragazzi preparano un cartello colorato e scrivono: “Con Gesù la gioia è di casa!”.
Poi qualcuno legge per tutti la meditazione di papa Francesco.
Già da due settimane il Tempo di Avvento ci ha invitato alla vigilanza spirituale per preparare la strada al Signore che viene. In questa terza domenica la liturgia ci propone un altro atteggiamento interiore con cui vivere questa attesa del Signore, cioè la gioia. La gioia di Gesù, come dice quel cartello: “Con Gesù la gioia è di casa”. Ecco, ci propone la gioia di Gesù! Il cuore dell’uomo desidera la gioia. Tutti desideriamo la gioia, ogni famiglia, ogni popolo aspira alla felicità. Ma qual è la gioia che il cristiano è chiamato a vivere e a testimoniare? È quella che viene dalla vicinanza di Dio, dalla sua presenza nella nostra vita. Da quando Gesù è entrato nella storia, con la sua nascita a Betlemme, l’umanità ha ricevuto il germe del Regno di Dio, come un terreno che riceve il seme, promessa del futuro raccolto. Non occorre più cercare altrove! Gesù è venuto a portare la gioia a tutti e per sempre. Non si tratta di una gioia soltanto sperata o rinviata al paradiso: qui sulla terra siamo tristi ma in paradiso saremo gioiosi. No! Non è questa ma una gioia già reale e sperimentabile ora, perché Gesù stesso è la nostra gioia, e con Gesù la gioia di casa, come dice quel vostro cartello: con Gesù la gioia è di casa. Tutti, diciamolo: “Con Gesù la gioia è di casa”.
(papa Francesco, Angelus, 14 dicembre 2014)
Mentre i bambini e/o ragazzi, attaccano sulla porta di casa il cartello colorato, si ascolta un canto gioioso: VIENI IN MEZZO A NOI
È il momento per attaccare anche l’immagine e le parole della terza domenica sul calendario d’Avvento.
La parola annunciata da Dio è: “Guardate”. Giovanni Battista ci ha detto che non è lui quello da guardare, e allora possiamo riconoscere che quello che aspettiamo è colui che viene dopo di lui: Gesù.
RISPONDIAMO ALLA PAROLA DEL VANGELO con la PREGHIERA.
Ora, lasciamo entrare nel cuore le parole che abbiamo ascoltato; possiamo dire le parole che nascono dentro di noi.
Preghiamo con il cantico di Maria dal vangelo di Luca (Lc 1, 46-54).
Ritornello: La mia gioia è nel Signore!
L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Ritornello
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione
la sua misericordia per quelli che lo temono. Ritornello
Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia. Ritornello
Vicino alla porta, alzando le mani, recitiamo tutti insieme la preghiera che Gesù ci ha consegnato:
Padre nostro…
Uno dei genitori:
Preghiamo. Guarda, o Padre,
il tuo popolo che attende con fede il Natale del Signore,
e fa’ che giunga a celebrare con rinnovata esultanza
il grande mistero della salvezza.
Un adulto invoca la benedizione di Dio su tutta la famiglia:
Il Signore sia sopra di noi per proteggerci,
davanti a noi per guidarci, dietro di noi per custodirci,
dentro di noi per benedirci.
poi, tracciando il Segno di croce su se stesso, prosegue dicendo
nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.
I genitori possono tracciare il segno di croce sulla fronte dei propri figli.
Si può concludere con la preghiera stampata al centro del cartoncino “Vieni Signore”, o con un canto che vi piace.