Eccoci di nuovo qui. Anche questa settimana metto a disposizione alcune indicazioni per la preghiera in famiglia: l’invito è a ritrovarsi domenica mattina, ma qualsiasi momento va bene!
L’Ufficio catechistico diocesano mette a disposizione diverso materiale per vivere questa settimana. Trovate tutto il materiale nel file qui sotto:
Infine, vi propongo il testo di una mia riflessione (sta girando anche in video attraverso Whatsapp): sono graditi i commenti!
OMELIA PER LA QUARTA DOMENICA
Avete letto le letture? Se non lo avete ancora fatto, fatelo. Lo ripeto: è più importante ascoltare la Parola di Dio che la mia. Sono tutte e tre molto belle; se non avete un messalino, le trovate facilmente con internet. Ovviamente le trovate anche nella Bibbia: Primo libro di Samuele, capitolo 16, versetti da 1 a 13; lettera di Paolo agli Efesini, capitolo 5, versetti da 8 a 14; vangelo di Giovanni, capitolo 9.
La prima lettura ci racconta di come il profeta Samuele è aiutato a “vedere” in Davide il futuro re. A dire la verità, ha avuto parecchio bisogno di aiuto, per superare uno sguardo da fuori, all’aspetto esteriore.
San Paolo dice che “ora” siamo luce nel Signore. Sta scrivendo a una giovane comunità cristiana, cerca di dire loro cosa c’è di nuovo nella loro condizione: siete luce! Ricordate Gesù nel Vangelo? “Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo”. Impressiona che il verbo sia all’indicativo: siete, non siate! Non è un’esortazione o una speranza: è un fatto. È una realtà. Poi Paolo continua, invitandoci ad essere coerenti, a diventare ciò che siamo potremmo dire… perché c’è sempre un divenire, nella vita cristiana. Il sacramento del battesimo ci ha fatti luce, abbiamo tutta la vita per diventarlo.
E arriviamo al Vangelo. Questa volta Gesù non è solo, è con i suoi. Gesù vede un cieco. I suoi discepoli vedono … il peccato…! C’è un modo di guardare all’esterno, all’apparenza, e uno per guardare al cuore, come guarda Dio.
A proposito. Mi è capitato, in queste settimane, di sentire qualcuno – purtroppo anche preti, anche molto ascoltati – parlare del coronavirus come di un castigo di Dio (per questo, diceva, si è manifestato in un paese ateo). Permettetemi di dire con molta franchezza: pensare così non è secondo il Vangelo. Anzi, sembra proprio che questa mentalità, che abita anche i suoi discepoli, Gesù voglia superarla: né lui né i suoi genitori, dice: non funziona così! ma perché in lui siano manifestate le opere di Dio!
Questo è il desiderio di Dio: che in ciascuno di noi siano manifestate le sue opere. Come dice san Paolo: “ogni bontà, giustizia, verità”.
Il cieco viene guarito. Il gesto di Gesù è come una nuova creazione. L’uomo nuovo, capace di vedere, è “gettato nel mondo”: non c’è più Gesù accanto a lui, ma i vicini, e poi i farisei, che chiamano i genitori, e tutti i giudei. E a tutti racconta ciò che è avvenuto, nulla di più. Solo alla fine, nuovamente davanti a Gesù, fa la sua professione di fede: “Credo, Signore!”. Mi fa pensare che anche per noi è così. Non si tratta di andare in giro a ripetere “Credo, Signore”, ma raccontare come l’incontro con Gesù ha cambiato la nostra vita, ha cambiato il nostro modo di guardare le cose, di vedere il mondo. Nell’enciclica Lumen fidei (iniziata da Benedetto XVI e portata a compimento da Francesco) c’è scritto: “La fede, non solo guarda a Gesù, ma guarda dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi: è una partecipazione al suo modo di vedere”.
È questa la vita cristiana: imparare a vedere Dio, gli altri, il mondo, la vita, noi stessi, come Gesù, con i suoi occhi.
Così si prega in una delle Preghiere eucaristiche:
Donaci occhi per vedere
le necessità e le sofferenze dei fratelli,
infondi in noi la luce della tua parola
per confortare gli affaticati e gli oppressi:
fa’ che ci impegniamo lealmente
al servizio dei poveri e dei sofferenti.
La Tua chiesa sia testimone viva di verità e di libertà,
di giustizia e di pace,
perché tutti gli uomini
si aprano alla speranza di un mondo nuovo.
Mi pare una bella descrizione di quel dono della vista che anche noi abbiamo sempre bisogno di ricevere dal Signore. Che egli prenda del fango e lo spalmi sui nostri occhi, perché impariamo a vedere, sentire, pensare, agire, parlare come lui.
Che davvero possiamo diventare ciò che siamo!
Anche questa volta concludo proponendovi la preghiera che in questa domenica si fa su coloro che si preparano a ricevere il battesimo a Pasqua:
Padre di bontà, che hai concesso al cieco nato
di credere in Cristo tuo Figlio
e di entrare a far parte del tuo regno,
fa’ che questi tuoi eletti
siano liberati dalle menzogne da cui sono insidiati e accecati,
e fa’ che, radicati saldamente nella fede,
diventino figli della luce e siano sempre luminosi di santità e di grazia.
Buona domenica e buona settimana a tutti!
Vedere vuol dire anche prendere coscienza. Vede il suo corpo per la prima volta ,puo’ piacersi puo’anche non piacersi fisicamente ma quello che conta è questa benedizione ricevuta che annulla ogni sua malattia ogni suo sentirsi non accettato ed essere considerato il mendicante. È bello vedere come si esprime nel dire a tutti quello che Gesù ha fatto. Non si nasconde non ha paura ma dice apertamente quello che quell’uomo aveva fatto. E noi esprimiamo o diciamo quello che Gesù ha fatto per noi?Forse poco. Per vergogna per paura di essere giudicatinegativamente, per essere ridicolizzati . Io voglio continuare a credere nella mia interiorità questo grande mistero e dire con il cuore che Gesù è la mia benedizione dentro e fuori di me. Un abbraccio
Circa il Vangelo di oggi.
Mi piace questa interpretazione di Angela che dice che “vedere significa anche voler prendere coscienza”, che chi ha una malattia non è perché se la meriti oppure che abbiamo sempre bisogno di essere curati e salvati.
Personalmente, mi piace anche pensare proprio all’incontro tra i due: che sorpresa deve aver avuto il cieco nato quando è riuscito a vedere Gesù con i propri occhi! Per me questo deve farci riflettere sulle persone che incontriamo nella nostra vita e che ci lasciano un segno.
Vorrei fare una riflessione generale su questo blog e il sito.
Credo che siano una opportunità e un ottimo strumento di comunicazione per la raggiungere la Comunità, anche e soprattutto per i malati e i diversamente giovani.
Questo mio vuole essere un suggerimento soprattutto per il dopo questo tempo che stiamo vivendo, di emergenza sanitaria, preoccupazioni, isolamento.
È possibile caricare i 2 video di don Geppe, relativi alla terza e quarta domenica di Quaresima?
Grazie
ci stiamo attrezzando, speriamo presto di poter inserire anche i video. grazie!
Spiace e, anzi, addolora moltissimo il fatto che «qualcuno parli del coronavirus come di un castigo di Dio». Che poi queste opinioni siano pure espresse «purtroppo da preti anche molto ascoltati» (ed è facile intuire da quali microfoni radiofonici), secondo me, è motivo di vero scandalo. E se ci scandalizziamo noi, che presuntuosamente aspiriamo a definirci “cattolici praticanti”, immaginiamo quale effetto possono avere simili affermazioni su coloro che, credenti o no, hanno di per sé una pessima opinione della Chiesa e dei suoi sacerdoti. Non è cambiato niente da quando dalle stesse voci si proclamava qualche anno fa che anche l’AIDS era la giusta punizione per gli omosessuali e per i balordi sregolati. Anzi, proprio non è cambiato niente dai tempi di Gesù, da quel momento in cui addirittura i suoi discepoli, a proposito del cieco nato, gli domandavano più o meno candidamente: « Chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Che pena! È vero: gli uomini di Chiesa sono uomini come tutti gli altri; noi tutti siamo poveri esseri fragili, imperfetti, soggetti agli errori e ai fraintendimenti più clamorosi. Ma se indegnamente pretendiamo di considerarci alla sequela di Gesù, dobbiamo stare molto, molto attenti a quanto andiamo facendo e dicendo: potremmo non accorgerci che con un nostro gesto dissennato, con una nostra parola sconsiderata, mentre ci affliggiamo e piangiamo platealmente sul Crocifisso, torniamo in realtà ad inchiodare su quel legno Gesù, che in questo tempo così difficile ha il volto spaventato e sofferente di chi si trova a lottare per sopravvivere alla malattia. Torniamo a deturpare il volto tenero e misericordioso del Padre come ci è stato rivelato da Cristo, per sostituirlo con quello di un dio spietato fatto a nostra immagine e somiglianza. Buona domenica e un abbraccio fraterno a tutti!
Sergio N.