Domenica “in albis”, col vestito bianco; o “della divina misericordia”, secondo l’indicazione suggerita da papa Giovanni Paolo II; o “di Tommaso”, personaggio al centro dell’episodio evangelico che la liturgia ci propone.
Vogliamo anche questa domenica metterci in ascolto della Parola. Un esercizio non sempre facile. Il punto di partenza è la convinzione che nella Parola della Scrittura, è Dio stesso che ci parla, e che noi, grazie al suo Spirito che abita in noi, possiamo ascoltarne la voce.
Forse il verbo “ascoltare” ci fa pensare a un’azione immediata, quasi automatica. C’è invece una ricerca, uno scavo da fare, dentro la Parola e dentro di noi, dentro la nostra esperienza, perché queste due realtà si incontrino (o si scontrino?!) e dall’incontro si sprigionino scintille di senso, di vita, di speranza, di gioia.
Mettiamoci allora in ricerca. Lo facciamo ciascuno personalmente, ma sentendoci “insieme”, anche se a distanza. Ecco solo alcuni spunti che mi danno da pensare in questo tempo che stiamo vivendo.
Comincio dal Vangelo. “Erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano, per paura…”. C’è qualche somiglianza con ciò che viviamo: “Io resto a casa”. Almeno esteriore. Paura. Sì, è un’emozione che certo non è nuova, ma che ci sta accompagnando in questo tempo. Non solo paura del virus, del contagio. Anche di come sarà. Dell’economia, del lavoro. Del futuro dei nostri figli…
Quale paura ci abita, in questo tempo?
Gesù viene, “sta” in mezzo. Una sola parola è sufficiente per vincere la paura: Pace. Ma accompagnata da un gesto: “mostra”, fa vedere, le tracce di ciò che ha vissuto. Il racconto per immagini, potremmo dire, del suo stile di vita. Fare della vita un dono fruttifica in vita nuova. Guardatemi, fate come me, io vi mando. Portate il perdono.
Otto giorni dopo sembra che non sia cambiato nulla. Non è un problema solo di Tommaso, tutti sono ancora chiusi in casa. La paura prevale. È rassicurante, per me, questo. Ci vuole del tempo, per maturare, perché la gioia entri e diventi parte di noi, atteggiamento che orienta il nostro pensare e agire. Otto giorni dopo Gesù è di nuovo lì, in mezzo, nella loro casa chiusa. E di otto giorni in otto giorni, è il ritmo che la Chiesa fin dall’inizio si è data: per incontrare il Risorto e sentirsi dire da lui “Pace a voi”.
E adesso, che non possiamo incontrarci? Un suggerimento ci viene dalla prima lettura. Coloro che erano stati battezzati “erano perseveranti”. Una bella descrizione della vita della comunità cristiana, dovremmo soffermarci quasi su ogni parola. Le 4 perseveranze: l’insegnamento degli apostoli, la comunione, lo spezzare il pane, la preghiera. Due parole ritornano: perseveranti, e insieme. Se oggi quell’”insieme” siamo costretti a viverlo “a distanza”, possiamo concentrarci sulla perseveranza. Dice: ogni giorno erano perseveranti. Ogni giorno: nel tempio, e poi spezzando il pane nelle case. Ecco: il tempio è il luogo della preghiera, e questo possiamo raggiungerlo ogni giorno (è di oggi l’informazione che si può uscire di casa per andare a pregare nella chiesa vicina alla propria abitazione, purché rispettando tutte le prescrizioni); ma sono le case il luogo in cui “spezzare il pane” e “prendere cibo con letizia e semplicità di cuore”. E anche questo lo possiamo fare, ogni giorno. Magari preparando qualcosa di buono da offrire ai vicini, utilizzando l’ascensore come luogo di scambio di manicaretti… (notizia sentita in tv…).
Quante cose si potrebbero ancora dire! Concludo riprendendo la bella preghiera di benedizione con cui Pietro introduce la sua lettera e che è proposta come seconda lettura: “Sia benedetto Dio… che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati… per una speranza viva”.
Sì, il Signore che in mezzo a noi dice “Pace” e ci dona il suo Spirito, è perseverante nella sua misericordia e ogni giorno ci rigenera. Perciò siamo ricolmi di gioia, anche se afflitti da varie prove. Sembra scritto per noi oggi…
Buona domenica! E un invito. La settimana scorsa ci siamo riuniti come Consiglio Pastorale usando gli strumenti che la tecnologia ci regala. Allora, perché non provare a farlo, per chi vuole, per leggere insieme e riflettere su una pagina di vangelo? Vi invito allora, mercoledì, dalle 18,30 alle 19,30 circa, a collegarvi all’indirizzo che vi manderò. Leggeremo insieme l’incontro di Gesù con Nicodemo (capitolo 3 del vangelo di Giovanni) e proveremo a parlarne e a pregare: a spezzare insieme il pane della Parola, nelle nostre case!
Peccato che la nostra Chiesa non abbia funzione messa celebrata!