Buona Pasqua!

Carissime, carissimi,

neanche a Pasqua potremo incontrarci di persona, anzi proprio il giorno di Pasqua i motivi “validi” per uscire di casa si riducono. E però la data della Pasqua non si può spostare. Non è solo questione di calendario. È che proprio ora, proprio in questa situazione, abbiamo bisogno che il Signore venga ad aprire le nostre tombe, a vincere le nostre paure, a portare luce in questo mondo che sperimenta così la sua fragilità!

Sì, il Signore è risorto. La pietra che viene rotolata via assieme a quella del sepolcro è quella di cui è fatto il nostro cuore! Al suo posto, Dio ci dà un cuore di carne. Lui è capace di trasformare la nostra vita. E, con la sua compagnia, noi saremo capaci di trasformare la realtà.

Sì, egli ci chiede di cambiare il nostro sguardo sul mondo. Molti hanno parlato e parlano, in queste settimane, il linguaggio della guerra. A me non piace questo modo di descrivere ciò che stiamo vivendo. Non ho vissuto la guerra se non nei racconti. Ma mi pare che sia una realtà ben diversa. Preferisco – e accolgo il suggerimento di un monaco di Bose, Guido Dotti – parlare di cura. Siamo in cura! Non solo chi ha contratto il virus. Tutti abbiamo bisogno di farci curare. Anche il nostro mondo, la nostra “casa comune”, come la chiama papa Francesco nella esortazione Laudato si’, ha bisogno di cura.

E la cura è quella che dedichiamo gli uni agli altri, proprio in questo tempo. Non solo chi è direttamente, e duramente, impegnato con il male (medici, infermieri, tutto il personale sanitario, a cui va il nostro grazie!), ma tutti noi: nel ricuperare la capacità di attenzione verso chi, magari accanto a noi, ha bisogno di aiuto, di una mano, della spesa, di una commissione, di un sorriso, di una parola.

Sì, il Signore è risorto, Egli viene a curare, a fare nuova la nostra casa, il nostro mondo, le nostre relazioni. Chi vive con noi vedrà, nei nostri occhi, che lo abbiamo incontrato.

Sì, davvero il Signore è risorto e cammina sempre con noi! Auguri!

don Geppe, con il diacono Francesco e Raffaella

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