Papa Francesco spinge la Chiesa a vivere in modo più intenso il suo essere missionaria. Nella sua esortazione “La gioia del Vangelo” scrive che ogni comunità è chiamata ad “uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”. E aggiunge che anche le strutture “diventino tutte più missionarie”. Sono parole che ci accompagnano nel cammino iniziato come parrocchia interrogandoci a riguardo del nostro bell’oratorio di via Valenza, che ultimamente abbiamo potuto usare molto poco per la sua situazione.
La settimana scorsa ci siamo riuniti in Consiglio Pastorale aperto per riflettere, a partire da alcune possibilità che si stanno presentando. Ringraziamo davvero per l’ampia partecipazione, segno dell’interesse e della disponibilità a coinvolgersi da parte di molti.
Dalla sua nascita, il centro di via Valenza ha ospitato molte attività. E’ stato luogo di aggregazione, di svago, di formazione professionale e di cammino di fede, di riflessione e di sport, di consulenza per famiglie e di accoglienza per affrontare disagi personali. I destinatari sono stati soprattutto ragazzi e giovani. Siamo tutti convinti che debba continuare a essere così: ma come?
Delle idee ci sono venute, o sono arrivate sotto forma di proposte, e abbiamo cominciato a presentarle nella riunione della settimana scorsa. E’ difficile descriverle in poche righe.
Vorremmo che parte di quella casa potesse diventare casa per giovani che, nel loro cammino verso l’autonomia, vogliano sperimentare una vita fraterna, di condivisione e di servizio al territorio e alla comunità, e alla ricerca di una vita “bella, buona e felice”. Vorremmo inoltre che lì potessero trovare uno spazio adatto adolescenti e giovani che, nel loro cammino, incontrano difficoltà e hanno bisogno di un sostegno. Per ora queste realtà hanno nomi in codice un po’ strani: “cenobio urbano” e “ostello terapeutico”. Ci saranno occasioni per comprenderli.
Queste proposte non intendono “occupare” la nostra struttura: non siamo in cerca di qualcuno che se ne occupi al posto nostro. Secondo noi vale la pena incamminarci su queste strade, o su altre, solo se come comunità parrocchiale ce ne assumiamo la paternità e maternità, e se per esse ci impegniamo. Per progetti di questo genere è forse possibile accedere a dei fondi messi a disposizione dalle fondazioni bancarie o da altri enti, che ci permetterebbero di affrontare le spese di ristrutturazione. Dipenderà però da tutti noi che il progetto viva, duri e funzioni.
Avremmo voluto fare le cose con più calma, ma certe occasioni bisogna valutarle in tempi rapidi, e così eccoci qui. Nelle prossime settimane avremo modo di capirci di più, e il parere di tutti è decisivo. Ma già ora, non esitate a dire la vostra e a chiedere chiarimenti.
Dai link qui sotto potete acceder alle slides presentate durante la riunione del Consiglio pastorale aperto del 20 marzo scorso. In un successivo post la sintesi di quanto è stato detto in quell’occasione.
don Geppe e l’equipe pastorale
Ciao a tutti, vorrei segnalarvi una conferenza domattina al Circolo dei Lettori il cui tema sarà, come si usa dire adesso, il social housing. Io vi parteciperò, prenderò un po’ di appunti così nel caso venga detto qualcosa di interessante ve lo segnalerò.
Vi metto anche il link: http://www.ideextorino.it/calendario/case-im-popolari-edilizia-sociale-social-housing
Scusate se l’ho segnalato con così poco anticipo ma ho scoperto solo oggi di questo blog 🙂
Ciao a tutti.
Prima di tutto complimenti per il blog!! La comunità e’ anche questo e soprattutto nel XXI secolo. “Il fine giustifica i mezzi”.
Ora che c’è il blog mi permetto di estendere e condividere il mio pensiero su via Valenza che, ricordo, essere un bel regalo fatto da Fiat alla nostra comunità negli anni passati.
Un regalo e’ da conservare gelosamente. Ho avanzato 2 proposte:
La prima, fare un raddoppio della scuola materna o un nido che possa autofinanziarsi e mantenere salone e campo per estate ragazzi e oratorio nei weekend invernali.
La seconda idea e’ cedere la struttura garantendo comunque l’usufrutto di campo e salone.
Grazie in bocca al lupo ai nostri ragazzi bellissimi!!
ciao a tutti.. le idee proposte sono molto belle e “ambiziose”… mi piace l’idea di Antonio su un progetto che coinvolge i più piccoli, in questo caso bisogna studiarlo proprio bene x non mischiare gli spazi con oratorio e spazi di estate ragazzi… a me viene anche in mente un qualcosa per i “senior”, quindi un bel campo da bocce, una postazione per giocare a tombola, scala quaranta e perchè no uno spazio x fare 2 balli di una volta magari all’aperto quando la stagione lo consente e tutti sono più invogliati ad uscire…
per i giovani un angolo di “autogestione” responsabile, dove magari trovarsi anche loro per un gioco da tavolo o ascoltare un pò di musica…. dialogare.. e anche studiare insieme anche se le materie sono diverse… (questo ritorna forse di più nel progetto del cenobio urbano)…
a presto, Giulia
Ciao a tutti. Nel link seguente trovate il documento che ho fatto come riassunto della conferenza di cui ho scritto nel primo commento. Ho riassunto le cose più importanti, secondo me, che potessero riguardare il progetto legato a via Valenza.
Non ho fatto nessuna “analisi” della conferenza in se, ma ho sottolineato alcuni passagi su cui ci si potrebbe soffermare per ideare il progetto.
http://1drv.ms/PRp1Nd
Ciao a tutti. Che emozione… la prima volta su un blog! Scherzi a parte, è un’ottima idea: la condivisione, a tutti i livelli e con tutti i mezzi è proprio la base di una comunità.
Il tema di via Valenza è una vera sfida: sono molte le esigenze su cui trovare il giusto compromesso.
Lo spazio. non tutto l’edificio può essere trasformato in oratorio, ma non può essere ad uso esclusivo di una scuola/società sportiva/comunità…
Il presidio. Ritengo sia comunque indispensabile la presenza stabile e continuativa di persone/attività. Oltre ad essere segno vitale della parrocchia, aiuta mantenere l’edificio efficiente sicuro.
Lo spirito. Qualsiasi utilizzo dovrebbe essere orientato al servizio. Riengo molto interessanti le proposte di social housing e di asilo, sicuramente meglio di una serie di “uffici” per associazioni o circoli. Il rischio da evitare è di trasformare via Valenza in un altro “condominio”, collegio o asilo: lo spirito comunitario ed il legame con la comunità parrochiale dovrebbero essere un segno visibile a chi passa da quelle parti.
Sostenibilità. Forse per la ristrutturazione si può trovare qualche “sponsor”, bene. Poi però occorre anche pensare un po’ alla manutenzione, alle bollette… E’ il lato meno poetico, però a volte i progetti migliori si arenano per mancanza di fondi. Senza nulla togliere alla Provvidenza (esiste!) un pizzico di pragmatismo non guasta.
Per ora basta: ho scritto molto e proposto poco. Spero almeno di avere dato qualche spunto er la riflssione / discussione. Non smetto di pensare. Se mi verrà qualche nuova idea non mancherò di condividerla.
Il post è datato 2014, forse non era una decisione da prendere proprio in modo rapido visto che “l’oratorio” della Fiat e’ fatiscente come sempre. Mi domando; come si fa a ridurre una proprieta’ in quel modo vista l’emergenza case e di spazi in comune. Ma darlo in autogestione alla comunita? Cristina e non… i piu piccoli hanno spazi da vendere, mancano gli spazi invece per i piu’ grandi che sono sempre i piu’ soli. A volte basta anche un posto per giocare a carte, fare quattro chiacchere o organizzare una risottata.