“Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”. È una citazione del profeta Zaccaria, che l’evangelista Giovanni pone come suggerimento di interpretazione del sangue a acqua che sgorgano dal costato di Gesù in croce.
Volgere lo sguardo per incrociare il suo sguardo d’amore. Sì, oggi siamo semplicemente invitati a fare questo: fermarci, guardare, riconoscere che le nostre ferite “dalle sue piaghe sono guarite”, come dice Pietro in una delle sue lettere. E dunque sostare a contemplare questo amore che guarisce, e a lui affidare il tempo faticoso che viviamo, e in particolare coloro che vivono la malattia su di sé, sui loro cari, o nel loro impegno professionale.
Poche parole oggi, e molto silenzio, e una preghiera che si allarghi al mondo intero, che non escluda nessuno, che sia davvero universale. Così possiamo celebrare in verità questo venerdì santo.