Omelia per la terza domenica di Quaresima

Buongiorno e buona domenica a tutti.

Oggi non possiamo ritrovarci per vivere insieme l’Eucaristia. Ma questo non ci impedisce di vivere questa domenica come “giorno del Signore”. Mi permetto di offrirvi una breve riflessione sulle letture che il cammino liturgico della Quaresima ci offre. Ne trovate sicuramente molte altre, e incisive, online.
Se non avete ancora letto le letture – e in particolare il Vangelo – fatelo prima di ascoltare questo video: le parole del Vangelo sono certo più importanti delle mie!

Oggi dunque ci siamo affacciati al pozzo, abbiamo potuto seguire il dialogo tra Gesù e la donna samaritana (siamo fortunati! Nessun altro ha potuto assistervi… i discepoli erano andati in paese…). È il primo episodio di tre che ci accompagnano alla scoperta del battesimo (i prossimi saranno il cieco nato e Lazzaro, risuscitato da Gesù).

La donna si reca al pozzo. Un gesto normale, quotidiano, in quel contesto. Lo fa in un orario strano, è vero, l’ora più calda. Ma è un gesto normale: una di quelle esigenze essenziali per le quali anche noi, in questi giorni di rarefazione delle relazioni, abbiamo il permesso di uscire di casa.

Forse, proprio la situazione che stiamo vivendo ci può aiutare a renderci conto di quali sono i nostri bisogni reali, ciò di cui abbiamo davvero bisogno, i nostri desideri, la nostra sete.
Abbiamo sete di amore, di affetto. Di silenzio e di parole. Di bellezza e di poesia. Di profondità.
L’incontro con Gesù accompagna la donna a scoprire se stessa, a prendere coscienza di ciò di cui ha davvero bisogno, di quell’acqua viva che dà vita, e di cui lei stessa diventa portatrice. Infatti lascia lì la brocca per andare a raccontare. È lei stessa che diventa sorgente di acqua.

È una donna che ha fatto esperienza della fragilità delle relazioni, anche quelle che sembrano destinate a durare (“Hai avuto 5 mariti”). Così noi stiamo sperimentando la fragilità di quanto abbiamo costruito, della nostra società. Ripetiamo che “andrà tutto bene” come un mantra per rassicurarci, ed è così, se non pensiamo semplicemente che voglia dire “tornerà tutto come prima”. Nulla invece sarà come prima. Scrive una poetessa:
È portentoso quello che succede.
E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.
Forse ci sono doni.

Ma in questa nostra fragilità “l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (così scrive san Paolo, nella lettera ai Romani, la seconda lettura di questa domenica). Gesù viene e interpella questa nostra fragilità, chiedendo a noi “Dammi da bere”. Nessuno è così fragile da non avere nulla da dare.
La poesia che ho citato prosegue così:
Forse ci sono doni.
Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.

Questo tempo, io credo, ci permetterà di guardarci gli uni gli altri in modo nuovo. Di inventarci nuovi pozzi attorno a cui poterci incontrare, per dissetare a vicenda le nostre seti.
In questa domenica, sui catecumeni che si preparano a ricevere a Pasqua il battesimo, si prega così:

O Dio,
che hai mandato il tuo Figlio come salvatore,
fa’ che questi nostri catecumeni,
ansiosi di ricevere l’acqua viva
come la samaritana del Vangelo,
siano trasformati dalla tua parola
e riconoscano i loro peccati
e le loro infermità.
Non permettere
che una vana fiducia in se stessi li illuda
né li inganni l’insidia del maligno,
ma liberali dallo spirito di falsità,
perché riconoscano i loro errori
e purificati interiormente
possano entrare nella via della salvezza.

(dal Rito per l’iniziazione cristiana degli adulti)

Buona domenica a tutti!
don Geppe

1 Comment

  1. Grazie per la bella riflessione che ci rende reciprocamente, anche se non fisicamente, presenti. Più che mai si rivelano attuali e vere, nella condizione in cui stiamo vivendo, le parole di Gesù rivolte alla Samaritana: “Viene l’ora in cui nè su questo monte nè a Gerusalemme adorerete il Padre. … Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità. … Dio è spirito e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”. La vera Chiesa/chiesa siamo noi quando ci uniamo nello spirito e preghiamo il Padre – ovunque siamo – come un cuor solo ed un’anima sola. Buona domenica a tutti.
    Sergio N.

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